McDonald’s cacciata da Milano, chiesti danni per $24 milioni

McDonald’s cacciata da Milano, chiesti danni per $24 milioni

Il colosso dei fast food deve lasciare la Galleria per far posto a Prada. Hamburger, patatine e bibite gratis per dire addio alla sede storica del colosso dei fast food. Fila di 5.000 persone.

Il contenuto di questo articolo, pubblicato da Corriere della Sera – che ringraziamo – esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

Milano – Mc Donald’s deve lasciare la Galleria e promette di portare il Comune di Milano in giudizio. I danni, per la chiusura dello storico ristorante nel salotto della città, sono stati quantificati dalla multinazionale del fast food in 24 milioni di euro. Martedì è stato l’ultimo giorno d’apertura.

FOLLA PER L’ULTIMO PASTO «DEMOCRATICO»– Le promesse si mantengono. Anzi si mangiano. Hamburger, patatine e bibite gratis per dire addio al McDonald’s in Galleria Vittorio Emanuele. Il fast food più famoso al mondo lascia il posto, non senza polemiche e vertenze legali, a una boutique di lusso (al 99 per cento si tratta della griffe Prada) e martedì ha servito gli ultimi «pasti democratici» nel salotto alla moda di Milano. Ed è subito coda. Una fila lunghissima, più di 5.000 amanti del Big Mac e delle french fries ha riempito l’asse principale della galleria commerciale.


PER I NOSTALGICI – Faccine tristi 🙁 come gli emoticon degli sms, frasi e video ricordo scorrono sul maxischermo posto nella vetrina centrale del ristorante «veloce». La pagina Facebook dedicata a McDonald’s è piena di frasi del tipo: «Mi mancherà», «È una vergogna!». Anche i nostalgici che si fermano in Galleria sono in tanti, di tutte le età ma soprattutto ragazzi che, dispiaciuti, ricordano: «Ci vengo da quando ero piccolo!».

Per gli inconsolabili è stato allestito un muro del pianto, un’intera parete intitolata «16 ottobre, the end». Cosa hanno scritto? «Se non ci fosse stato McDonald’s sotto le volte della Galleria io mai mi sarei potuto permettere di sostare e rilassarmi in uno dei luoghi più belli di Milano», firmato Anthony.

Oppure : «Il pranzo prima di andare alla Mangiagalli per partorire l’ho fatto qui…la mia Milano di tutta la vita perde un pezzo di storia…», è la testimonianza di Paola. E il ricordo di Valentina: «Lascio parte della mia adolescenza chiusa tra le mura dell’anima di questo McDonald’s. Il mio primo ragazzo, il primo bacio…le risate…non vi dimenticherò mai!».

MASI: «È UN’INGIUSTIZIA» – «Mi spiace che alcune parti che governano la città si dimentichino di sentire i bisogni dei nostri concittadini», ha affermato l’amministratore delegato di McDonald’s Roberto Masi. «È un’ingiustizia. La Galleria non è frequentata solo dal mondo dell’alta moda ma da ragazzi e persone di tanti ceti sociali e noi riusciamo a coprire buona parte di questi bisogni». «Siamo un punto di riferimento per molti milanesi – ha aggiunto Masi -, speravamo di poter essere un bel complemento all’offerta con un locale rinnovato, mettere in Galleria soltanto turismo e alta moda per noi è un grande errore».

IN CERCA DI LOCATION – Secondo quanto reso noto dall’amministratore delegato, McDonald’s sarebbe ancora alla ricerca di una location per sostituire sia la sede della Galleria, sia quella in piazza Cordusio mantenuta fino al 2011. Sarebbe stato escluso l’ex Cobianchi, non adatto a cucine e cappe perché interamente interrato, mentre si starebbe trattando con la proprietà di un paio di locali tra via Dante e via Vittorio Emanuele. Occhi aperti anche sull’ex Ricordi, dove la concorrenza però è vasta e comprensiva, a quanto pare, anche della Apple. Infine, è stata scongiurata la possibilità che la chiusura del ristorante in Galleria potesse avere ripercussioni sui dipendenti: «Abbiamo dovuto chiedere loro un po’ più di sacrifici e flessibilità – conclude Masi -, hanno accettato e ne siamo felici».

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