“Ho pagato 700 euro per lavare il sangue di mio figlio dall’asfalto”

Una madre denuncia, la procura indaga. Quel vuoto normativo sulla sicurezza

Il dramma dei 700 euro chiesti alla mamma per lavare il sangue di suo figlio dall’asfalto (inchiesta di oggi su Repubblica cronaca di Roma) riapre un caso clamoroso. Anzi due casi clamorosi di vuoto normativo italiano sulla sicurezza stradale. Il primo è ovviamente legato al folle meccanismo della norma che prevede il cosiddetto “ripristino dei luoghi” dopo un incidente. Un servizio che fa quasi sempre la società Sicurezza & Ambiente e che sulla carta è meritorio: mette in sicurezza subito le strade e di fatto impedisce le truffe alle assicurazioni (quindi a tutti gli assicurati) perché intervenendo immediatamente sul posto con precisi rilievi poi rendono impossibile mentire sui fatti. I problemi nascono – ed è il clamoroso caso di oggi – con i risarcimenti perché se nel sinistro non è coinvolta un’assicurazione, a meno che l’automobilista non abbia una polizza specifica, deve pagare lui i danni fatti dalla sua auto, soprattutto in tema di pulizia del fondo stradale. Con il doppio salto mortale sul chi decide gli importi. E con il dramma legato all’organizzazione delle società che si occupano di questo servizio di non distinguere la richiesta fatta a una persona viva a una morta.

Il secondo, e ben più grave problema, è legato ai cosiddetti “Punti neri”, trappole mortali che inghiottono automobilisti e motociclsti a ritmo

forsennato: sappiamo che in Italia l’80% degli incidenti avvengono sullo stesso 20% di strade. Ecco, il punto dove il 30 agosto del 2009 è morto Valerio Leprini, 15 anni, in un incidente stradale dopo essere caduto dal suo scooter in via del Fontanile Anagnino, è uno di questi: ha colpito con la testa un palo dell’illuminazione pubblica che non doveva esserci (e che infatti dopo la tragedia è stato rimosso). Ora per il suo decesso sono imputati per omicidio colposo tre vigili e un funzionario del X municipio, ma per gli avvocati è di fondamentale importanza poter dimostrare che quel caso era già stato segnalato come pericoloso.

Per questo motivo abbiamo messo in piedi la nostra inchiesta permanente “STRADE KILLER, INVIATECI LE SEGNALAZIONI” : dopo una tale massa di segnalazioni nessun responsabile della sicurezza potrà più sostenere in giudizio “di non essere a conoscenza” dei pericoli. Una manna per avvocati e poveri automobilisti a caccia di giusti risarcimenti. Una “manna” che mettiamo volentieri a disposizione di tutti.

In questa sezione arriva di tutto, dal palo al centro della tangenziale , poi prontamente messo in sicurezza dal comune, al caso dell’incidente mortale di Parma e alle griglie al centro della carreggiata a Roma. Fino all’incredibile evento nel Comune di Torgiano dove è stata installata – grazie alle donazioni dei cittadini! – una nuova barriera protettiva situata al km 1.1 della strada comunale via Bastia…

I lettori possono inviare e lasciare in linea quelli che secondo loro sono i punto più pericolosi della loro provincia. In questi giorni le nostre pagine sono state letteralmente prese d’assalto, a testimonianza della situazione disperata in cui versano le nostre strade. E quello che ne esce fuori è una specie di mappa della vergogna, con incredibili (ma vere) indicazioni di zone pericolosissime.

1 Comment

  1. stefano

    che vergogna il termine manna…adda venì vladimir.

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