Strage Ustica, Andrea Purgatori si rivolge al prossimo premier: “Dopo la sentenza, costringa Francois Hollande a dire la verità sul missile”

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banner_huffington“Adesso, con questa sentenza, la palla passa alla politica. Uno dei primi punti nell’agenda del prossimo Presidente del Consiglio dovrebbe essere un incontro con il presidente francese per spingere Francois Hollande a rivelare una volta e per tutte quello che ormai è un segreto di Pulcinella: il missile con il quale è stato abbattuto il Dc-9 proveniva da un aereo militare transalpino”.

È emozionato Andrea Purgatori, e non potrebbe essere altrimenti: la storia, o meglio il mistero, della strage di Ustica è innegabilmente legata alla sua storia professionale. Da giornalista del Corriere della Sera ha cercato per anni la verità e alla sua storia è ispirato il film “Il muro di Gomma” di Marco Risi.

Purgatori, le agenzie hanno appena battuto la notizia della sentenza della Cassazione che condanna lo stato a risarcire i familiari delle vittime di Ustica ma soprattutto conferma la tesi del missile che ha abbattuto l’aereo su cui viaggiavano 81 connazionali. Come si sente?

“Molto emozionato. E contento. Soprattutto per i familiari delle vittime che da 33 anni stanno lottando per far luce sulla morte dei propri cari. Con loro sono rimasto ancora in contatto. Ho pensato a loro appena saputa la notizia”.

In attesa della verità storica, adesso abbiamo quella giudiziaria. Un passo in avanti?

“Si tratta della prima sentenza definitiva in cui si parla esplicitamente dell’abbattimento del Dc-9. Una sentenza che arriva da lontano, figlia di un concerto di situazioni favorevoli che si sono create a partire dal 1999. Parlo prima di tutto dell’ordinanza del giudice Rosario Priore, ma non dimentico anche il grosso lavoro di Loris D’Ambrosio, ex consigliere del presidente Napolitano. Fu lui ad aiutare i magistrati a ottenere dalla Nato gli identificativi degli aerei militari in volo quella notte più la conferma della presenza di una portaerei, presumibilmente americana o francese. Di questi aerei, solo quattro sono rimasti senza identificativi, ma non ci vuole molto per capire di che nazionalità fossero: incrociando i dati Nato con quelli dei radar, è abbastanza evidente da dove venissero. E cioè da Parigi.”

Ma la Francia non ha mai ammesso la propria responsabilità quella sera di giugno del 1980…

“La Francia ha detto un sacco di cavolate”.

Questa sentenza cambia qualcosa politicamente?

“Certo. Mi aspetto che il prossimo premier vada all’Eliseo ed esiga da Hollande tutta la verità. Una verità a cui manca solo l’ufficialità. Ormai è una specie di segreto di Pulcinella. Il presidente francese si passi una mano sulla coscienza, almeno per i familiari, che da 33 anni aspettano che sia fatta chiarezza una volta e per tutte. A Hollande, del resto, che gli costa? Sul fatto non ha nessuna responsabilità. Continuare nel silenzio solo in onore della grandeur francese?”

Il prossimo premier più probabile è Bersani. Ma Bersani è molto amico di Hollande. Fatto positivo o negativo?

“Potrebbe essere positivo. E poi sarebbe un bel segnale da parte del leader Pd: cominciare il mandato governativo chiudendo uno dei tanti misteri italiani. In questo senso, l’amicizia potrebbe giocare a favore”.

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