Carcere per tre dei poliziotti condannati per la morte di Aldrovandi

Carcere per tre dei poliziotti condannati per la morte di Aldrovandi

Lo ha stabilito il Tribunale di sorveglianza di Bologna, in merito alla pena residua di sei mesi: fra le motivazioni, la violazione dei protocolli di intervento e la mancanza di pentimento. La difesa aveva chiesto l’affidamento ai servizi sociali o, in subordine, i domiciliari. Il quarto agente sarà giudicato a febbraio
di LUIGI SPEZIA

banner repubblicaIl Tribunale di sorveglianza di Bologna ha decretato il carcere per tre dei quattro poliziotti – Paolo Forlani, Monica Segatto e Luca Pollastri – condannati definitivamente per omicidio colposo nel giugno scorso dalla Cassazione per la morte di Federico Aldrovandi, avvenuta all’alba del 25 settembre 2005. Il quarto poliziotto – Enzo Pontani – sarà giudicato a fine febbraio.

Il Tribunale presieduto dal giudice Francesco Maisto ha dunque respinto il ricorso degli avvocati che chiedevano l’affidamento in prova ai servizi sociali per il periodo di sei mesi, pari al residuo di pena dopo che tre anni sono stati condonati a causa dell’indulto. Gli avvocati in subordine chiedevano gli arresti domiciliari ma anche questa richiesta èstata respinta, mentre è stata accolta la richiesta del procuratore generale Miranda Bambace che in una durissima requisitoria ha chiesto la pena massima del carcere per sei mesi.

Gli agenti delle volanti di Ferrara Forlani, Segatto e Pollastri entreranno dunque in cella per scontare la pena e saranno come minimo sospesi dalla Polizia. Una delle motivazioni della decisione sta nella considerazione che nell’intervento per bloccare Federico Aldrovandi gli agenti hanno violato una serie di protocolli di intervento, compreso il fatto che non era previsto in un caso del genere l’uso degli sfollagente che invece sono stati impiegati con foga fino a spezzarli.

Un’altra valutazione del Tribunale riconduce al comportamento degli agenti dopo i fatti e cioè che mai i poliziotti hanno dimostrato dispiacere
o pentimento per la morte del giovane e, anzi, nella requisitoria del pg è stata riportata la cronologia degli atteggiamenti assunti da uno di essi, Forlani, che anche ha insultato la madre di
Aldrovandi. Forlani ha manifestato pentimento per quest’ultimo gesto ma non per la morte di Federico. E i suoi atteggiamenti sono stati ritenuti strumentali per fare in modo di non entrare in carcere.

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