Democrazia zoppa

controbuiodi Paolo De Gregorio, 21 maggio 2013
Uno degli aspetti essenziali della democrazia, e in particolare nella sua dimensione amministrativa, dovrebbe essere la trasparenza e la realtà dei dati di bilancio, al fine di trasmettere al cittadino un giudizio sulle capacità amministrative degli eletti.

Questa libertà, che dovrebbe essere un elementare diritto, ci viene negata, come dimostra la feroce polemica che a Roma contrappone il Sindaco uscente Alemanno e i suoi sfidanti. Alemanno sostiene di aver ridotto il debito ereditato dalla precedente amministrazione di sinistra da 12,3 miliardi a 8,7 miliardi di euro, Ignazio Marino e Marchini, due aspiranti sindaci denunciano che a loro negano l’accesso agli atti amministrativi, l’agenzia Fitch sostiene che con Alemanno il debito è aumentato di 1,7 miliardi di euro.

La matematica in mano ai politici diventa una opinione, e il cittadino è in mano alla propaganda delle parti, senza potersi fare una opinione su basi serie e obiettive.

Basterebbe introdurre la regola che la Corte dei Conti controlli l’attività amministrativa dei Comuni, che devono riversare, online,  ogni atto amministrativo negli uffici della Corte, in modo da poter offrire e certificare in ogni momento lo stato effettivo dei conti del Comuni stessi, garantiti dalla terzietà di una magistratura indipendente.

Dispiace dirlo, ma senza questa garanzia di corretta informazione, i cittadini sono dei sudditi destinati ad essere infinocchiati da chi le spara più grosse, da chi ha più soldi per fare propaganda, da chi punta su un aspetto piacevole o simpatico.

Diventare un paese serio è difficile e nuove regole sono necessario, cionostante dimentichiamo anche quelle che abbiamo, come quella legge del 1957 che dichiara ineleggibile chi è titolare di concessioni statali, fatto che dimostra, oltre ogni ragionevole dubbio, che in Italia maggioranza e opposizione non si sono mai combattute, hanno fatto sempre finta, hanno sempre fatto accordi sottobanco, fino al matrimonio incestuoso nel governo tecnico e nel governo Letta.

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