Sassari, ragazze spiate e filmate nei bagni delle Magistrali: si indaga

Sassari, ragazze spiate e filmate nei bagni delle Magistrali: si indaga

Nei servizi igienici della scuola è stata trovata una telecamera. Scatta l’inchiesta dei carabinieri: indagato un operaio di Sorso che lavora per la ditta che cura le manutenzioni: in casa aveva centinaia di cd definiti scabrosi

banner_nuova_sarddi Nadia Cossu

SASSARI. Quando le ragazze hanno notato nel bagno quello strano plico nel cestino porta rifiuti si sono incuriosite, ma quando hanno visto di cosa si trattava sono corse ad avvisare gli insegnanti. La scoperta è stata incredibile: il pacco conteneva una telecamera, messa lì forse per filmare le studentesse mentre facevano i loro bisogni.

Una breve consultazione con il dirigente dell’istituto e il passo successivo è stato chiamare immediatamente i carabinieri del comando provinciale. I militari hanno avviato le indagini e sono risaliti al presunto responsabile: un 42enne di Sorso, dipendente di una ditta esterna alla quale era stata affidata la manutenzione della scuola.

L’episodio – che risale a qualche giorno fa e sul quale c’è un riserbo assoluto da parte degli investigatori – è avvenuto nell’istituto magistrale Margherita di Castelvì. I militari stanno verificando se per caso la ditta abbia in appalto la manutenzione di altri istituti, perchè altre telecamere potrebbero essere state sistemate e, quindi, altre vittime riprese nella loro intimità. Il che potrebbe non essere così improbabile considerato che durante la perquisizione fatta in casa del presunto maniaco è stato trovato un bel po’ di materiale scabroso: diverse centinaia di cd, pare poco meno di mille, contenenti immagini che sono al vaglio degli inquirenti. L’uomo al momento è sotto indagine. L’attività investigativa, infatti, deve accertare le eventuali responsabilità: le vittime erano “solo” le studentesse delle magistrali? Oppure altre scuole sono finite nel mirino? Da non trascurare il fatto che la ditta in questione non ha in appalto soltanto la manutenzione di istituti scolastici, ma anche uffici. Non è quindi da escludere – il condizionale è sempre d’obbligo – che le persone immortalate dall’occhio della telecamera possano essere non solo le giovanissime.

L’episodio, come è comprensibile, ha scosso la scuola. Il timore di esser state violate in qualche modo nell’intimità ha lasciato rabbia e amarezza tra le studentesse e preoccupazione nei docenti.

I carabinieri del comando provinciale stanno verificando se la telecamera trovata nel cestino del bagno avesse già “spiato” le ragazze oppure se dovesse ancora esser messa in funzione. È infatti possibile, in sintesi, che l’indagato sia stato disturbato da qualcuno e quindi, costretto a rinunciare al progetto, l’abbia abbandonato in tutta fretta. In questo momento si possono fare solo ipotesi perché i dettagli dell’operazione sono coperti dal massimo riserbo data la delicatezza del caso. Sembra invece che la ditta esterna abbia già provveduto a sospendere – almeno finché non verrà fatta piena chiarezza sull’episodio – il dipendente. La sua posizione si sarebbe aggravata proprio in seguito al ritrovamento dei cd.

Materiale che avrebbe a che fare con immagini legate alla videocamera. Se dovesse essere accertata la sua responsabilità , per l’operaio potrebbe scattare, tra le altre, anche la denuncia per molestie e indebita interferenza nella vita privata delle persone, un reato per il quale è prevista una pena da 6 mesi a 4 anni di reclusione. Intanto, proprio per scongiurare episodi gravi come questo, sarebbe opportuno che il personale di tutti gli istituti scolastici procedesse a controlli dei locali: anche il minimo sospetto andrebbe segnalato prima di tutto al dirigente d’istituto e poi alle forze dell’ordine.

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