Sardegna, arrestato Graziano Mesina Era a capo di una banda di trafficanti di droga

Sardegna, arrestato Graziano Mesina Era a capo di una banda di trafficanti di droga

Il famoso bandito sardo, da poco tornato libero dopo 40 di carcere e la grazia ottenuta nel 2004, faceva parte di una delle due organizzazioni criminali sgominate in un’operazione congiunta dei carabinieri dell’isola. Una trentina di arresti e perquisizioni

banner repubblicaNUORO – Graziano Mesina è stato arrestato. Il bandito sardo, protagonista dei più clamorosi sequestri di persona del dopoguerra, è stato preso dai carabinieri insieme ad altre 25 persone di varie parti dell’isola. Con il suo arresto sono state smantellate due associazioni dedite a un vasto traffico di droga fra la Sardegna e la penisola. L’inchiesta per il traffico di stupefacenti, coordinata dalla procura distrettuale di Cagliari, era iniziata cinque anni fa.

Quando i carabinieri hanno fatto irruzione nella casa di sua sorella Antonia alle 3,30 di mattina, Mesina è rimasto di ghiaccio, ha chiesto il motivo dell’arresto, poi ha mantenuto la calma seguendoli in caserma a Nuoro. “Era come se si aspettasse che saremmo arrivati”, hanno spiegato i carabinieri. E’ ritenuto dai magistrati capo della più potente delle due organizzazioni. Solo dopo l’arresto ha contattato il suo legale “storico”, il penalista nuorese Giannino Guiso, con studio a Milano, già in passato difensore dell’ex primula rossa. L’avvocato Guiso, 70 anni, in passato, ha difeso il leader socialista Bettino Craxi, ma anche il brigatista Renato Curcio e il sindaco socialista di Milano Carlo Tognoli. Il legale arriverà in Sardegna in tarda mattinata con un volo da Milano.

Il traffico degli stupefacenti coinvolgeva due bande: una sarda, guidata da Mesina, e una legata alla ‘Ndrangheta. L’organizzazione di Mesina aveva anche armi e che non si occupava solo di stupefacenti, ma anche – hanno riferito i carabinieri – di rapine, furti e sequestri. Capo dell’altra organizzazione sgominata oggi dai carabinieri, con base nel cagliaritano, è ritenuto Gigino Milia, con il quale Mesina ha una amicizia risalente nel tempo (sono stati coimputati e condannati rispettivamente per sequestro di persona e ricettazione il 23 giugno 1978 dal Tribunale di Camerino, hanno sottolineato i carabinieri).

Graziano Mesina e Gigino Milia, fino al 2010, sfruttando le loro conoscenze e il credito riconosciuto loro dagli esponenti della criminalità isolana e della penisola, hanno acquistato grosse partite di droga – eroina, cocaina, marijuana – rivendendole a gruppi minori e persone dediti allo spaccio nelle province di Cagliari, Sassari e Nuoro. In seguito, Mesina ha proseguito le sue attività illecite utilizzando canali autonomi di approvvigionamento. Le misure cautelari sono state emessa dal gip distrettuale di Cagliari (e non dal gip di Nuoro, come scritto in precedenza), su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, che ha direttole indagini: finora sono stati eseguiti dai carabinieri 21 provvedimenti di custodia in carcere e cinque di arresti domiciliari.

Conosciuto per le sue numerose evasioni (ventidue, di cui dieci riuscite) e per il suo ruolo di mediatore nel sequestro del piccolo Farouk Kassam, Graziano Mesina, 71 anni, dopo aver scontato 40 anni di carcere ed aver trascorso cinque anni da latitante e 11 agli arresti domiciliari, era tornato libero il 25 novembre 2004, dopo aver ottenuto la grazia dall’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Da alcuni anni era tornato nella sua Orgosolo, dove aveva avviato l’attività di guida turistica, accompagnando centinaia di persone nelle zone più impervie della Barbagia, luogo delle sue fughe rocambolesche.

Graziano Mesina era a capo di una organizzazione criminale che oltre a droga, furti e rapine, stava progettando un sequestro di persona. Lo hanno svelato i carabinieri del comando provinciale di Nuoro. Nel corso delle indagini, infatti, gli investigatori hanno scoperto che Mesina aveva già fatto un sopralluogo e fornito dettagli precisi sull’ostaggio ai suoi sodali, così come è emerso dalle intercettazioni. Era solo un progetto, quindi non scatterà l’accusa di rapimento.

Il bandito sardo non è formalmente indagato per sequestro di persona, ma si era adoperato, grazie alla sua esperienza, per progettare il rapimento di una persona sulla cui identità, per il momento, gli investigatori mantengono il più stretto riserbo. I carabinieri del Comando provinciale di Nuoro hanno anche spiegato che Mesina aveva contatti con altri esponenti della criminalità organizzata nella Penisola e aveva creato una organizzazione “che avrebbe potuto rappresentare un pericoloso esempio per il futuro”. L’ex ergastolano si era dotato di sofisticate attrezzature, come potenti scanner, per rintracciare microspie.

Nell’inchiesta sul traffico di stupefacenti fra la Sardegna e la Penisola sono indagate altre 25 persone. Gli arrestati appartenenti all’organizzazione nuorese, tutti di Orgosolo, destinatari della custodia in carcere sono: Raimondo Crissantu, di 43 anni; Salvatore Devias, di 41; Franco Devias, di 25; Giovanni Filindeu, di 35; Giovanni Antonio Musina, di 39; Vincenzo Sini, di 45 (ai domiciliari per un’altro fatto); Francesco Piras, di 58, di Norbello. Questi invece gli arrestati legati all’organizzazione cagliaritana: Gigi Milia, di 66, di Fluminimaggiore; Antonio Mascia, di 57, di Villanovafranca; Guido Brignone, di 61, di Cagliari; Daniele Brignone, di 35, di Cagliari (ai domiciliari). Tra gli arrestati cagliaritani c’è anche l’avvocato Corrado Altea, 62 anni. Il legale pagava lo stupefacente, ma aveva anche il compito di raccogliere informazioni utili all’organizzazione guidata da Mesina e da Gigino Milia.

Coinvolti nel traffico, a vario titolo, ed arrestati anche Pierpaolo Donadio, di 63 anni di Alghero; Lino Giovanni Pira, di 61, di Dorgali; Enrico Fois, di 71, di Cagliari (ai domiciliari); Efisio Mura, di 33, di Cagliari; Luigi Atzori, di 51, di Cagliari (ai domiciliari); Vittorio Denanni, di 47, di Chiaramonti (Sassari); Giuseppe Mesina, di 22, di Orgosolo (ai domiciliari); Aldo Catgiu, di 40, di Orgosolo (ai domiciliari); Franco Pinna, di 41, di Nurri; Raffaele Pinna, di 49, di Nurri; Alessandro Farina, di 30, di Olbia; Luca Buluggiu, di 31, di Ozieri; Giovanni Sanna, di 37, di Ozieri.

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