Anche la Bolivia sfida gli Usa: Asilo a Snowden. Dopo l’apertura di Venezuela ed Equador

Il presidente Morales: «E’ una protesta contro gli Stati Uniti, così scopriremo come ci spiava. Non abbiamo paura»

Bolivia's President Evo Morales is pictured after his arrival at the El Alto airport on the outskirts of La Paz

banner_corseraAnche la Bolivia si aggiunge alla lista delle possibili «case» pronte ad accogliere la talpa del Datagate Edward Snowden. Il presidente boliviano Evo Morales ha detto che intende concedere asilo a Snowden come «giusta protesta» per la mancata concessione dello spazio aereo da parte di quattro Paesi europei – tra cui l’Italia – al sorvolo del suo jet presidenziale, ritenendo che a bordo si nascondesse la “talpa”.

«GIUSTA PROTESTA» – «Come giusta protesta, se ce lo chiederà legalmente, daremo asilo a Snowden per raccogliere informazioni su come il governo degli Stati Uniti ci spiava. Non abbiamo paura, che lo sappia tutto il mondo», ha detto Morales. Il presidente boliviano ha aggiunto che il suo governo è disposto ad offrire asilo «per ragioni umanitarie» a tutti coloro che sono «perseguitati politicamente» o «perchè hanno denunciato lo spionaggio da parte degli Stati Uniti».

SI ALLUNGA LA LISTA – Già venerdì Venezuela e Nicaragua aveva aperto le porte all’ex tecnico della Cia. Il presidente nicaraguense Daniel Ortega ha spiegato che l’asilo – per il quale il paese centroamericano ha ricevuto una richiesta esplicita da Snowden – sarà accordato solo «se le condizioni lo permettono». Si era fatto avanti anche il presidente del Venezuela Nicolas Maduro offrendo «aiuto umanitario al giovane Snowden, per proteggerlo dalla persecuzione dell’impero più potente del mondo che si è scatenata contro di lui».

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