Fanny, ustionata dal Galaxy S3 esploso

Brutta avventura per la 18enne svizzera, la Samsung garantisce che ci sarà «un’indagine approfondita»

banner_corseraStava caricando delle latte di vernice sul furgone del suo capo quando all’improvviso ha sentito uno scoppio dietro di sé, seguito da uno strano odore di qualcosa di chimico che bruciava. Per la verità, all’inizio la 18enne Fanny Schlatter, che lavora come apprendista imbianchina a La Chaux-de-Fonds, nel cantone svizzero di Neuchatel, non aveva capito cosa stesse succedendo, ma quando la tasca posteriore dei suoi pantaloni da lavoro ha preso fuoco e le fiamme hanno cominciato a lambirle le spalle, la ragazza ha realizzato che si stava trasformando in una torcia umana.

Comprensibilmente terrorizzata, ma incapace di muovere un passo, Fanny è solo riuscita a richiamare l’attenzione del suo capo, Stephane Kubler, che con grande prontezza di spirito le ha tirato giù i pantaloni ormai quasi completamente carbonizzati e con la 18enne che urlava di dolore in braccio si è quindi precipitato in bagno per bagnarle le ferite. «Si sentiva un brutto odore di maiale bruciato», dirà poi Kubler a Le Matin. Una volta in ospedale, alla sfortunata apprendista sono state diagnosticate ustioni di secondo e terzo grado alla mano e alla coscia destra, che lamenta anche una momentanea perdita di sensibilità e presenta una bruciatura piuttosto estesa che potrebbe rendere necessario un successivo intervento di chirurgia plastica.

Lo smartphone esplode, ustionata     Lo smartphone esplode, ustionata     Lo smartphone esplode, ustionata     Lo smartphone esplode, ustionata     Lo smartphone esplode, ustionata
Inizialmente, Fanny era convinta che a causare lo scoppio e le fiamme fosse stato l’accendino che aveva nei pantaloni, ma quando ha recuperato il telefonino, che teneva in una tasca della divisa da lavoro, ha capito cosa fosse davvero successo: era stato infatti il suo Samsung Galaxy S3 ad esplodere, provocando l’incendio. «La batteria dello smartphone era completamente carbonizzata – ha raccontato la ragazza al giornale svizzero, spiegando anche di aver acquistato il telefonino vecchio di un anno da una conoscente poche settimane prima e che le batterie erano originali -, e aveva triplicato di volume, mentre l’acido che conteneva era fuoriuscito e questo ha probabilmente aggravato le mie ustioni. Fortunatamente però avevo i capelli legati e la mia maglia non ha fatto in tempo a prendere fuoco, sennò sarei andata letteralmente in fumo».

Ma in fumo sono comunque andate le sue vacanze, che aveva già prenotato a Maiorca con delle amiche, perché sole e acqua del mare non sono certo l’ideale in caso di ustioni e anche se Fanny, che per ordine dei medici dovrà restare a casa dal lavoro fino al 15 agosto, non ha perso fiducia nella tecnologia (dopo qualche ora dall’incidente aveva già recuperato il vecchio telefonino della madre), sta però pensando di denunciare la Samsung per il malfunzionamento dello smartphone. «Siamo molto dispiaciuti per l’accaduto – ha spiegato Mirjam Berger, portavoce Samsung per la Svizzera, alla stampa –, e non appena riusciremo a contattare la signorina Schlatter ci faremo consegnare il telefonino, che verrà probabilmente inviato in Corea per essere esaminato, e lanceremo un’approfondita indagine per cercare di stabilire le cause dell’incidente. Vogliamo però rassicurare la clientela che tutti i nostri prodotti vengono sottoposti a rigorosi e sistematici controlli di qualità, per garantirne la sicurezza».

Ma una rapida indagine in rete ha permesso di scoprire che le batterie dei Samsung Galaxy S3 non sono nuove a simili esplosioni: a maggio era, infatti, comparsa sulla piattaforma Reddit la foto di un telefonino dello stesso modello completamente distrutto da un’improvvisa combustione notturna, arginata grazie ad un provvidenziale bicchiere d’acqua (ma l’utente Vizionx1208 si era comunque ustionato un dito cercando di spegnere le fiamme), mentre l’anno scorso un irlandese aveva raccontato che il suo Galaxy S3 aveva preso fuoco non appena l’aveva attaccato all’accendisigari dell’auto (ma una successiva inchiesta della Fire Investigations UK aveva poi stabilito che il telefonino era stato precedentemente asciugato nel forno a microonde dopo essere finito nell’acqua).

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