Lai: «Il Pd apre al Movimento di Grillo»

Lai: «Il Pd apre al Movimento di Grillo»

Il segretario dei Democratici parla delle primarie e delle future alleanze. Il codice etico? Non esclude nessun candidato

banner_nuova_sardCAGLIARI. Il segretario del Pd, Silvio Lai, getta acqua sul fuoco delle polemiche: «Il Centrosinistra sembra impegnato a discutere di regole ma non è così. La democrazia e la partecipazione sono importanti, la macchina delle primarie è pronta in qualunque momento», spiega Lai in un’intervista alla Nuova.

Non c’è il rischio che mentre voi state discutendo il presidente della Regione, Cappellacci, si dimetta per andare ad elezioni anticipate?

«Se questo dovesse accadere sia chiaro che non abbiamo alcuna preoccupazione. C’è da dire che la legge elettorale approvata non era quella che avrebbe voluto il presidente Cappellacci, il quale preferirebbe andare al voto con la vecchia legge».

La nuova legge sembra mettere a rischio la governabilità.

«E’ vero potrebbe non consentire una maggioranza netta».

Si potrebbe ripetere anche in Sardegna lo stesso problema che c’è stato a livello nazionale prima di arrivare al governo Letta?

«La stagione nazionale recente può insegnare qualcosa a tutti noi. Tutti coloro che vogliono il cambiamento devono fare scelte coraggiose. Voglio dire una cosa: non serve tenere congelati i voti che chiedono il coraggio dell’amministrazione trasparente, aperta ai cittadini, della diminuzione dei costi della politica, del sostegno alle persone più deboli».

E allora cosa significa non tenere congelati i voti?

«Io non avrei paura di anticipare in Sardegna una possibile convergenza con il Movimento Cinquestelle anche rispetto agli scenari nazionali che oggi sono obbligati ma domani chissà».

Non può essere complicato dare concretezza a quanto aveva ideato Bersani?

«Dico che non ci sarebbero problemi a scegliere insieme un programma. Basterebbe partire dalle ultime tre relazioni della Corte dei conti in Sardegna, quelle sugli sprechi nella sanità, sui danni delle società partecipate della Regione e sulla gestione del bilancio regionale».

I dati della Corte dei conti testimoniano un declino dell’isola che viene da molto lontano.

«In Sardegna con il Centrosinistra sono diminuiti i consigli d’amministrazione, le macchine blu e i costi istituzionali. E si sono anche fatte le riforme sanitarie, in agricoltura e nell’ambiente».

Quindi qual è il messaggio al partito di Grillo?

«Non bisogna aspettare di avere da soli il 51 per cento per realizzare il cambiamento, quando si deve fare subito».

Un confronto molto importante l’avrete con l’area sovranista?

«Sì, il confronto con l’area sovranista e indipendentista è stato aperto lo scorso anno e da allora è sempre continuato. In quel campo ci sono diversi protagonisti tra partiti, movimenti e personalità. Non servono i giudizi liquidatori espressi nei giorni scorsi, il centrosinistra ha basi culturali e politiche solide, dev’essere aperto al confronto con chiunque, non deve avere paura di misurarsi con le idee da chi fa politica a chi viene dal mondo della cultura. Per questo il 22 incontreremo coloro che vogliono confrontarsi con noi, senza vincoli e pregiudizi». (Il 22 è fissato l’incontro con Paolo Maninchedda e Franciscu Sedda, Ndr).

Torniamo alle primarie. Sinora sono state stabilite solo alcune regole.

«No, la macchina è pronta, ci sono maggiori complessità legate al fatto che rispetto alle primarie per un sindaco ci sono più attori».

Ma la definizione delle primarie è ancora lontana?

«Abbiamo approvato un codice etico, la carte d’intenti e il regolamento. Resta una valutazione di opportunità sul doppio turno. Parliamo della candidatura alla presidenza della Regione e non possiamo rischiare di ridurre l’autorevolezza del presidente con un turno unico che premia una manciata di voti».

E il codice etico?

«Vanno smentite le voci che il codice escluderebbe qualcuno tra i candidati. I problemi politici, se ci sono, richiedono soluzioni politiche non esclusioni».

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