Punivano i bimbi e li costringevano a mangiare Chiusa scuola per l’infanzia a Olbia, 7 denunce

Punivano i bimbi e li costringevano a mangiare Chiusa scuola per l’infanzia a Olbia, 7 denunce

Sette persone denunciate e sequestro preventivo dell’asilo Il Girasole di Olbia. L’accusa è di maltrattamenti nei confronti di bambini tra i due e i cinque anni. Secondo l’accusa, i piccoli venivano strattonati e isolati tutte le volte che non rispondevano in maniera “adatta” alle indicazioni delle insegnanti.

 

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Non solo. Le maestre sembra costringessero i bambini a mangiare con la forza. I maltrattamenti sono stati scoperti dai Carabinieri grazie a delle telecamere nascoste dopo la segnalazione di alcuni genitori.

I FATTI – La scuola privata, gestita da un’insegnante di 60 anni, si trova in via Fera, proprio a due passi dalla stazione dei carabinieri, che oggi con un blitz hanno sequestrato preventivamente la struttura – su disposizione del gip di Tempio Pausania – denunciando la donna e altre sei maestre, fra i 23 e i 38 anni, tutte di Olbia.

Devono rispondere del reato di abuso dei mezzi di correzione continuato nel tempo.

ASILO SOTTO CONTROLLO -Le indagini sono partite a seguito della segnalazione di un genitore, che aveva notato come il figlio fosse irrequieto, diverso dal solito, tanto da far sospettare la famiglia che all’interno della scuola potesse accadere qualcosa di strano.

I militari hanno così posizionato delle telecamere, documentando diversi episodi, con le educatrici che imboccavano con forza i bambini per costringerli a mangiare, o li isolavano rispetto al resto del gruppo, e hanno anche filmato episodi di violenza.

Materiale investigativo che ha portato il giudice a disporre il sequestro preventivo della scuola per abuso dei mezzi di correzione continuato.

LA NOTA DEI CARABINIERI – Secondo quanto scritto nella nota diffusa dai carabinieri del Comando provinciale di Sassari, gli stessi agenti “hanno avuto modo di accertate i comportamenti disdicevoli e inappropriati posti in essere, in queste ultime settimane, dalle operatrici, allineate rispetto a un trattamento estremamente duro riservato ai bambini all’insorgere del primo problema. I bambini fra i due e i cinque anni venivano approcciati con sgarbo e decisione, venendo strattonati, imboccati a forza e isolati dagli altri se non obbedivano immediatamente”.

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