Appello choc a Orosei: «Irene Cristinzio è stata rapita»

I familiari dell’ex insegnante scomparsa l’11 luglio chiedono che le ricerche vadano avanti

di Angelo Fontanesi

banner_nuova_sardOROSEI. «Qualcuno ha preso Irene e l’ha portata via e nascosta. Con la forza o con l’inganno. Questa ormai è la nostra convinzione. Sappiamo quanto la gente di Orosei e tutte le forze dell’ordine abbiamo fatto sinora per ritrovarla e li ringraziamo di cuore. Ma vi preghiamo di continuare le sue ricerche. Vogliamo ritrovarla, a tutti i costi perché così non possiamo più andare avanti».

A diciannove giorni dalla sua scomparsa sono i congiunti di Irene Cristinzio, il marito Antonino Nanni con i suoi tre figli e i parenti più stretti, a squarciare il silenzio assordante che da diversi giorni avvolge il caso con una dichiarazione scioccante. Per la prima volta parlano apertamente dell’ipotesi più terribile, quella che tanti pensavano ma che nessuno aveva il coraggio di esternare. «La speranza di ritrovarla sana a salva non ci abbandonerà mai sino alla fine – dice a nome di tutti loro il cognato Mario Nanni – ma dopo tanti giorni di silenzio e senza nessuna segnalazione attendibile quella del prelievo forzato rimane l’ipotesi più plausibile. Se, come pensavano in un primo momento, avesse avuto un vuoto di memoria o fosse stata vittima di un malore improvviso o anche di una disgrazia a questo punto l’avremmo ritrovata. Viva o morta. Invece nessuna traccia, segno evidente che Irene è nascosta. Da qualche parte e da qualcuno. Per questo rivolgiamo un accorato appello agli investigatori affinché attivino tutte le risorse di indagine possibili ripartendo proprio da questa ipotesi».

Dell’ex professoressa 64enne non si ha più nessuna notizia dalle 13 di giovedì 11 luglio quando alcuni testimoni l’hanno vista per l’ultima volta in una piazza del paese. Poi il nulla. Nonostante un enorme spiegamento di forze e una straordinaria mobilitazione di volontari che per giorni hanno setacciato tutto il territorio oroseino comprese le coste e le acque interne senza trovare il minimo segno o la più labile traccia.

I familiari di Irene Cristinzio sono convinti che una più approfondita analisi dei tabulati telefonici dei due cellulari che la donna aveva con sé al momento della scomparsa possa dare nuovi risultati. Ma quei telefonini risultano spenti sin dalle 8.30 circa di quel giovedì. Un’ora cruciale in tutta questa storia che si colora sempre più di giallo e di mistero. Risale a quell’ora infatti uno degli avvistamenti che gli investigatori ritengono tra i più importanti. A quell’ora infatti un testimone vede Irene Cristinzio a pochi metri dal cancello di casa sua, in via Nurache 33, mentre sta per fare rientro dalla sua quotidiana passeggiata mattutina. Ma quel cancello la donna non lo oltrepasserà mai.

Così testimoniano sia il marito che il figlio maggiore che a quell’ora sono in casa.

La domanda cruciale è perché Irene Cristinzio, che sino a quel momento ha mantenuto un comportamento assolutamente in linea con quanto si era programmata di fare durante la giornata, cambi improvvisamente idea e si allontani da casa sua. Da qui la convinzione degli inquirenti che almeno in questa fase iniziale possa trattarsi di un allontanamento volontario. Una tesi che i familiari hanno però sempre rigettato con forza e che anche alcuni dati oggettivi fanno traballare: la donna infatti si allontana senza documenti e senza soldi, con un semplice abbigliamento da jogging. I suoi congiunti affermano inoltre che in famiglia non c’era nessuna problema di convivenza, nessun particolare attrito o dissapore.

Dichiarazioni che i carabinieri che conducono le indagini coordinate dal sostituto procuratore Andrea Schirra hanno peraltro messo a confronto con diverse altre testimonianze raccolte tra conoscenti e amiche della donna e che, in alcuni casi, non sarebbero del tutto concordanti.

Ma si tratta pur sempre di supposizioni, di congetture. Alla prova dei fatti niente può ancora avvalorare o smentire del tutto qualsiasi ipotesi né tanto meno il coinvolgimento di terze persone nella sparizione dell’ex professoressa. Ma ora, dopo il drammatico appello dei familiari, all’angoscia di tutto un paese si affianca il terrore.

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