Siria, padre Dall’Oglio “ucciso” per sito arabo, no conferma Farnesina, Santa Sede

Padre Paolo Dall'Oglio

reutersROMA (Reuters) – Padre Paolo Dall’Oglio, il gesuita di cui si sono perse le tracce in Siria il mese scorso, sarebbe stato ucciso a Raqqa da un gruppo pro-Assad, dice il sito arabo Zaman Alwasl. Ma la notizia non viene confermata né dalla Farnesina né dalla Santa Sede.

“Un alto rappresentante dell’Esercito siriano libero ha confermato l’esecuzione del padre gesuita Paolo Dall’Oglio ad Ar Raqqa, nel nordest della Siria”, riporta la versione inglese del sito.

“Lma al-Attasi, segretario generale del Fronte nazionale siriano, ha detto a Zaman Alwasl che il noto gesuita italiano, Dall’Oglio, rapito da un gruppo islamico il 29 luglio, è stato ucciso ad Ar Raqqa”.

Attasi, spiega il sito, “ha accusato l’intelligence di Assad di essersi infiltrata nelle fila dei gruppi islamici e di aver contribuito all’omicidio. ‘Il regime di Assad dovrebbe assumersene la piena resposnabilità'”.

Per la Farnesina “si tratta di un’indicazione che va presa con estrema cautela e che non trova al momento alcuna conferma”.

“Non confermiamo. Il problema è che non abbiamo informazioni”, ha detto Ciro Benedettini, vicedirettore della Sala stampa vaticana.

“Siamo alla ricerca di informazioni e contatti, fino adesso non c’è nessuna conferma”, ha spiegato nel pomeriggio il premier Enrico Letta nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi.

Secondo alcuni attivisti il gesuita – che in passato aveva fortemente criticato il regime del presidente Bashar al-Assad – è stato rapito da un gruppo di combattenti legati ad al Qaeda, attivo in una città della Siria orientale controllata dai ribelli.

A sequestrare il sacerdote 58enne, stando agli attivisti, sarebbero stati membri del gruppo denominato Stato Islamico dell’Iraq e del Levante, mentre Dall’Oglio camminava per le vie di Raqqa, città conquistata nel marzo scorso dalle brigate islamiche, hanno detto a Reuters fonti locali.

Le autorità siriane avevano espulso il gesuita dal paese arabo l’anno scorso per l’aiuto che aveva prestato alle vittime della repressione militare ordinata da Assad.

Dall’Oglio ha rifondato da alcuni decenni una comunità monastica – quella di Deir Mar Musa, nota in occidente come San Mosé Abissino – in un monastero del sedicesimo secolo sulle montagne a nord di Damasco.

Il religioso è stato un sostenitore della riconciliazione della miriade di sette e gruppi etnici in Siria, soprattutto i curdi e gli arabi, mentre il Paese scivolava nella guerra civile, e ha accusato pubblicamente il presidente Assad di aver provocato lo scontro confessionale.

Abdelrazzaq Shlas, un leader dell’opposizione a Raqqa, ha detto che il gruppo Stato Islamico si sarebbe ritenuto offeso da alcune dichiarazioni critiche di padre Dall’Oglio contro le violenze subite da abitanti di etnia curda di Tel-Abiad, al confine con la Turchia.

In un post in arabo sulla sua pagina Facebook pubblicato prima della sua scomparsa, Dall’Oglio aveva detto di considerare la Siria come la propria patria.

 

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