La stuprano e fotografano l’orrore

stupro

Violenza di gruppo su un’amica, arrestati due ucraini

banner_corseraQuando li ha visti uscire sul balcone a confabulare a bassa voce la ragazza ha capito che c’era qualcosa di strano. Ma non sospettava che quel mormorio e quelle occhiate furtive che i due giovani le lanciavano stavano per spalancarle davanti un inferno di violenza e di orrore. Due ore in cui quelli che credeva amici l’hanno picchiata e violentata, prima di lasciarla andare come se ciò che avevano fatto non fosse niente di grave e non avrebbe avuto conseguenze. In preda alla loro follia, i due sono arrivati al punto di fotografarsi a vicenda nel corso della violenza. E sono state proprio quelle foto a inchiodarli alle loro responsabilità. Ora i due sono dietro le sbarre per rispondere di accuse pesanti come ciò che hanno scatenato: violenza carnale di gruppo, lesioni e sequestro di persona. La vicenda si è sviluppata all’interno di un piccolo gruppo di ucraini che vivono a Bergamo. Lei, 31 anni, in questo periodo lavora sostituendo le amiche badanti che vanno in vacanza. I suoi aguzzini sono due uomini di 35 e 31 anni che condividono un appartamento in Borgo Santa Caterina. Venerdì scorso hanno incontrato la connazionale in un bar: il più vecchio dei due, con il quale in passato aveva avuto una breve storia, l’ha presentata all’amico e i tre hanno trascorso un po’ di tempo insieme. Poi hanno invitato la donna ad andare a bere qualcosa a casa loro. All’inizio le cose erano andate come in una normale serata tra amici, con un po’ di musica e qualche bicchiere: molti bicchieri, nel caso dei due uomini, che hanno cominciato a diventare un po’ troppo invadenti.
La ragazza li ha visti uscire sul balcone a confabulare in modo furtivo. Poco dopo sono rientrati e si sono scatenati, le hanno strappato i vestiti, l’hanno picchiata e infine violentata. Con l’aggravante che i due si sono fotografati a vicenda, come se stessero compiendo un’impresa da ricordare. Dopo due ore d’incubo, durante le quali gli uomini hanno continuato a bere fino a ubriacarsi, la donna è riuscita a scappare e, attraversando nel silenzio della notte quel quartiere in cui solo pochi mesi fa un’altra ragazza era stata aggredita e stuprata, è tornata a casa. Il giorno dopo è andata a raccontare il suo dramma alla Squadra mobile. Il problema era risalire alla casa della violenza. La donna non ricordava la via e non sapeva dove vivesse il suo ex, di cui non risultava il domicilio. Così gli agenti le hanno mostrato le immagini degli ucraini residenti in città che negli anni scorsi sono stati fotosegnalati. Qui hanno avuto un pizzico di fortuna: i due erano incensurati ma erano stati identificati come clandestini. Così la donna così ha potuto con sicurezza puntare il dito su quei volti. E attraverso il nome del secondo uomo gli agenti sono risaliti all’indirizzo, arrestando gli aggressori. Nell’appartamento c’era anche una macchina fotografica, nella cui scheda di memoria erano ancora presenti le immagini scattate al momento della violenza, e che costituiranno una prova in più al processo. Oggi si svolgerà l’udienza di convalida dell’arresto.

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