Sel: Cappellacci dagli emiri con turbante e piattino

Schermata 2013-08-23 a 11.48.36Il deputato Michele Piras accusa il governatore di atteggiamento supino Franco Cuccureddu lo difende: «In corso importantissimi incontri istituzionali»

banner_nuova_sardCAGLIARI. La missione istituzionale a Dubai e Abu Dhabi del presidente della Regione infiamma la dibattito politico nell’isola. Il deputato di Sel, Michele Piras, attacca il governatore accusandolo di andare «con il turbante e il piattino in mano a chiedere insistentemente l’elemosina agli emiri e agli sceicchi di turno». «Offresi terra, spiagge e paesaggi al miglior acquirente – incalza Piras – per realizzarvi qualcosa, purché sia, magari una nuova colata di cemento».

Posti di lavoro. Immediata e secca la risposta del portavoce di Ugo Cappellacci, Alessandro Serra: «Evidentemente, mentre Piras disdegna il turbante, fatica ad abbandonare colbacco e paraocchi ereditati dai suoi antenati e patroni politici. Forse è a loro che dovrebbe rivolgere qualche domanda circa il consumo del territorio e scelte che hanno sempre posto i sardi dinanzi all’alternativa drammatica tra posti di lavoro da un lato e salute, sicurezza e fruibilità dell’ambiente dall’altro».

«Immagine penosa». «Sarà pur vero che dopo una legislatura segnata dall’assenza di un progetto di sviluppo, dall’inerzia sotto tutti i punti di vista, da cessioni continue di pezzi pregiati del territorio regionale, non ci si poteva aspettare altro», controreplica ancora il parlamentare di Sel. Che aggiunge: «Un’immagine penosa, e un altro aggiornamento del Ppr, senza che i sardi in alcun modo siano messi in condizione di decidere del loro futuro. Per concludere: «Da Arcore a Dubai: il lupo perde il pelo ma non il vizio».

«Appeal riconquistato». Del tutto differente l’analisi di esponenti che difendondono la maggioranza in Regione: «La delegazione sarda guidata da Ugo Cappellacci è stata ricevuta dai vertici istituzionali e dai principali investitori degli Emirati con una attenzione e un riguardo di solito riservato soltanto ai più autorevoli capi di Stato. Anche i mass media locali hanno dato ampio spazio alla visita», sottolinea il presidente della Rete dei porti sardi, Franco Cuccureddu. «Tutto ciò», spiega, «grazie al fatto che la Sardegna sta riacquistando appeal nei mercati internazionali, soprattutto per gli investimenti nel turismo ma anche in quello dei trasporti, delle infrastrutture, dell’energia e della ricerca». «Sorprende quindi», afferma Cuccureddu riferendosi all’intervento del deputato di Sel, senza peraltro citarlo, «che si trovi il tempo di polemizzare su incontri e relazioni (che molti altri attori istituzionali europei, americani e asiatici vorrebbero poter intrattenere) con i principali investitori internazionali, che oggi appunto sono rappresentati dai fondi sovrani di Qatar ed Emirati Arabi».

Incertezza del diritto. «Sorprende ancor di più – dice Cuccureddu in ultima analisi – sentir parlare di rischi di cementificazione o svendita del territorio, soprattutto alla luce del fatto che gli investimenti nel settore immobiliare non sono considerati appetibili in Sardegna a causa delle lunghissime procedure, dei molteplici enti coinvolti e dell’incertezza del diritto che regna in materia urbanistica e paesaggistica». «E anche», conclude il presidente della Rete dei porti, «dell’elevatissima tassazione (statale e locale) che grava sugli immobili rispetto agli altri Paesi, nostri competitor».

Nuovi incontri. Intanto proseguono gli incontri istituzionali del presidente della Regione. Il governatore ha visto ieri Al Mubarak, componente del board advisor del principe, che gestisce il fondo per lo sviluppo di Abu Dhabi. Successivamente, Cappellacci ha incontrato il CEO di Jumeirah, Gerard Lawless, che ha illustrato le strategie di investimento della sua catena. Interesse per l’isola sarebbe poi stato espresso dalla Paramount hotels and resort, attraverso il suo dirigente Ghassan Aridi, durante il successivo appuntamento. «Abbiamo intrapreso un confronto proficuo – ha dichiarato il presidente al termine dei lavori – sia con le istituzioni sia con possibili partner economici di alto livello internazionale».

Aziende sarde. «Non soltanto intendiamo attrarre nuovi investimenti nella nostra isola nel rispetto dei nostri valori ambientali, ma opera ad amplissimo raggio – ha aggiunto – Per tutti questi motivi abbiamo già avviato un dialogo per consentire alle aziende sarde di entrare nei mercati degli Emirati». «E per questa stessa ragione stiamo adesso ipotizzando a breve scadenza iniziative che consentiranno alle nostre imprese di proporsi su uno scenario che offre notevoli opportunità a chi come noi vanta una specialità e una varietà dell’offerta competitiva a livello internazionale».

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