SODOMIE IN CORPO 13 – IN UN LIBRO LA VERITÀ DI SAMANTHA CHE A 13 ANNI FU SODOMIZZATA DA POLANSKI: “MI FECE DELLE FOTO IN TOPLESS, POI MI DIEDE CHAMPAGNE E DROGA…” (OK, MA LA MADRE DOV’ERA?)

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banner_dagospiaIn “The Girl”, Samantha Geiner, oggi 50 anni, racconta come venne violentata dal regista nella villa di Jack Nicholson– “Nel mio diario scrissi: ‘Io ho avuto le mie foto e lui mi ha stuprato. Cazzo!” – “Il perdono a Polanski? Non l’ho fatto per lui ma per me: non volevo più essere etichettata come vittima”…

Da “la stampa.it”

La donna che a 13 anni, 36 anni fa, venne stuprata dal regista Roman Polanski ha deciso di pubblicare le sue memorie spiegando “che è giunto il momento che io mi riprenda la mia storia”. Il libro, scritto a quattro mani da Samantha Geimer, oggi 50 anni, e dal suo avvocato, si intitola “The Girl: A Life Lived in the Shadow of Roman Polanski”.

Nel racconto la Geimer racconta come venne stuprata da Polanski. Si trovava nella casa di Jack Nicholson, a Hollywood. Lei era affascinata da queste celebrità e voleva un ricordo dell’incontro. Il regista le fece delle foto (le stesse, in bianco e nero, pubblicate in “The Girl”), poi le fece bere champagne e assumere droghe, quindi fece sesso con lei. Nel suo diario – così racconta oggi – quella sera scrisse: “Io ho avuto le mie foto, scattate da Polanski, e lui mi ha stuprato. Cazzo!”.
Ma il peggio, racconta il libro, doveva ancora venire. Dopo la denuncia, “finii nella trappola di quel mostro a due teste che è il sistema della giustizia criminale californiana, con i suoi attori corrotti interessati solo a farsi pubblicità”. E infatti, dice la Geimer, “nè io nè la mia famiglia abbiamo mai chiesto che Polanski venisse punito: volevamo soltanto arrestare la macchina della giustizia”.

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Nel volume la Geimer spiega anche perché, tempo fa, ha perdonato Polanski. “Non l’ho fatto per lui ma per me, per non essere più etichettata come una vittima. Del resto di questa storia hanno scritto in tanti e ora era il momento che dicessi la mia: sono io la persona al centro della scena”.

 

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