TU VUO’ FA L’INDONESIANO – SCHETTINO SCARICA SUL TIMONIERE LE COLPE DEL DISASTRO AL GIGLIO

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Primo intervento in aula per capitan s-coglione, che attacca il timoniere indonesiano Jacob Rusli Bin: “Nel momento in cui ho chiesto al timoniere di mettere i timoni a sinistra, l’errore è stato di non farlo” – I periti del gip ammettono il ritardo di 13 secondi ma affermano che l’impatto ci sarebbe stato lo stesso – La difesa di Schettino insiste per una nuova perizia…

 

ANSAL’ex comandante della Costa Concordia Francesco Schettino è intervenuto per la prima volta in aula al processo che lo vede imputato per il naufragio al Giglio, accusando il timoniere indonesiano di non aver eseguito correttamente i suoi ordini. “Nel momento in cui ho chiesto al timoniere di mettere i timoni a sinistra, l’errore è stato di non farlo, in quel momento la nave aveva un’accelerazione a destra”, ha detto Schettino.

“Se non ci fosse stato l’errore del timoniere, di non posizionare i timoni a sinistra, ovvero l’errore di scontrarsi, cioè di evitare la derapata – ha proseguito Schettino nel suo breve intervento durante la discussione fra periti, pm e avvocati – non ci sarebbe stato quello schiaffo”. La difesa dell’ex comandante aveva già insistito sugli errori del timoniere indonesiano sollecitando i periti del gip a puntualizzarli.

”Fare una perizia a bordo della Costa Concordia è ora possibile. Parti della nave sono venute a galla e ci si può cominciare a lavorare” ha detto l’avvocato Francesco Pepe, della difesa di Francesco Schettino, rispetto alla richiesta di perizie aggiuntive già chieste al collegio del tribunale di Grosseto a luglio scorso prima della ripresa del processo stamani.

”Già dalla fase istruttoria chiediamo di poter effettuare direttamente nostre perizie sulla nave – spiega Pepe – Potremo accertare la verità e capire quanto accaduto solo dopo una serie di nuove perizie su apparati come, per esempio, i generatori di emergenza, le porte stagne, il funzionamento dei bracci delle scialuppe di salvataggio” e altri.

Sulla richiesta della difesa, prima di entrare in aula l’avvocato Marco De Luca di Costa Crociere: ”La perizia dell’incidente probatorio è stata esaustiva, vedremo che cosa deciderà il tribunale su questa nuova richiesta”. ”Il timoniere ritardò la manovra di 13 secondi ma l’impatto ci sarebbe stato ugualmente” spiega l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, a capo dei periti del gip che nel 2012 eseguirono l’incidente probatorio. Il collegio ha proposto tre domande precise ai periti: quanto incise nel naufragio della Costa Concordia l’errore del timoniere indonesiano Jacob Rusli Bin nell’esecuzione dell’ordine di Schettino vicino al Giglio; quanto incise l’avaria ai generatori di emergenza sugli altri apparati della nave (timoni, ecc.); come funzionarono le pompe di emergenza e le porte stagne. Il presidente Giovanni Puliatti ha specificato che non si tratta di ripercorrere l’intero incidente probatorio ma di avviare la discussione in aula tra le parti su questi punti.

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