PARIGI CI INVADE, E’ SULL’ORLO DEL CRAC! LA SVIZZERA SIMULA UN’INVASIONE FRANCESE E L’ELISEO S’INCAZZA

HOLLANDE SMORFIA

Esercitazione estiva dell’esercito scudocrociato manda su tutte le furie Parigi – Per rendere “realistico” il pericolo, la Svizzera simula un tentativo di invasione della “Saonia”, una delle regioni in cui si sarebbe divisa la Francia – Il 73,2% degli svizzeri vota per mantenere l’esercito…

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Alberto Mattioli per La Stampa.it

In piena bancarotta, schiacciata dal deficit e devastata dalla crisi, la Francia si è spaccata in varie entità macroregionali. Sulle rovine di Hollandia è nata così la Saônia, corrispondente appunto alle zone attraversate dal fiume Saône: grosso modo, la Borgogna e la Franca Contea. Ora, un’organizzazione paramilitare, la Bld (Brigata Libera di Digione), braccio armato del governo saonese in difficoltà finanziarie, decide di «andare a cercare il denaro che la Svizzera ha rubato alla Saônia» e invade quindi il sacro suolo della Confederazione, marciando su Ginevra, Losanna e Neuchâtel. Gli svizzeri, ovviamente, resistono eroicamente: tutti Guglielmi Tell.

Non è un racconto di fantapolitica. È il presupposto sul quale l’esercito elvetico ha basato le (concretissime) manovre estive delle sue forze blindate. L’operazione «Duplex-Barbara», rivela «Le Matin dimanche», si è svolta dal 26 al 28 agosto nella Svizzera romanda. Naturalmente, giurano gli svizzeri, è del tutto casuale che Parigi e Berna siano attualmente ai ferri corti perché la Francia cerca di stanare i suoi cittadini che hanno portato i soldi dall’altra parte della frontiera.

Militari svizzeri

«L’esercitazione – spiega il comandante della brigata corazzata svizzera, Daniel Berger – non ha nulla a che vedere con la Francia che apprezziamo ed è stata preparata nel 2012, quando le relazioni fiscali franco-svizzere erano meno tese». E tutta la storia della Saônia è stata inventata solo per dare ai soldati «un quadro realistico» (si fa per dire).

Fantastici svizzeri. L’anno scorso, per la manovra «Stabilo Due», avevano immaginato un’Europa nel caos per il crollo dell’euro con un conseguente massiccio afflusso di rifugiati nella Confederazione. Ne avevano parlato perfino i grandi giornali americani. Tipico, però: da sempre, la neutralità si basa su solide tradizioni militari e una non meno solida preparazione bellica.

Il Paese che non entra mai in guerra è prontissimo a farla. Domenica scorsa, il 73,2% degli svizzeri ha votato contro la proposta di sostituire con un’armata di mestiere l’esercito di popolo, basato sul principio che chi vuole la libertà dev’essere disposto a battersi per lei. I cittadini-soldati continuano a tenere il fucile nell’armadio e a presentarsi alle esercitazioni a intervalli regolari.

La linea fortificata sul confine italiano è stata smantellata solo alla fine degli Anni Settanta. Meglio essere pronti, casomai fosse saltato in mente a Fanfani o Andreotti di invadere il Ticino irredento…

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