Brucia barcone, strage di immigrati. Lampedusa, oltre 90 morti e 250 dispersi

Nei pressi dell’isola dei Conigli, a bordo cinquecento persone. Un nuovo disastro a pochi giorni dalla tragedia di Ragusa.  Tantissime persone ancora in mare, la disperazione dei soccorritori. Arrestato uno scafista. Prima della tragedia un altro sbarco di 463 extracomunitari. Il Papa: “E’ una vergogna”

di FRANCESCO VIVIANO

banner repubblicaUn barcone carico di migranti è naufragato a Lampedusa. Il bilancio – dice il sindaco – è per ora di 93 vittime, ma aumenta di ora in ora: tra i morti ci sono anche una donna incinta e due bambini. I cadaveri sono stati trasportati in un hangar dell’aeroporto perché non c’è più posto nella camera mortuaria. “Mancano all’appello 250 persone”, dicono i soccorritori. Sull’isola stanno arrivando il ministro Angelino Alfano, il capo della polizia Alessandro Pansa e la presidente della Camera Laura Boldrini.

Il barcone s’è inabissato ed è stato individuato sul fondale intorno a mezzogiorno: in mare sono stati trovati giubbotti salvagente, pezzi di legno e macchie di olio. Il naufragio sarebbe stato causato da un incendio a bordo causato da un cortocircuito. Disperati i soccorritori sui quattro pescherecci che hanno recuperato i corpi: “Ci sono morti ovunque”, una testimonianza raccolta e riportata dal sindaco, che a Sky Tg24 ha anche annunciato l’arresto di uno scafista.  “E’ un orrore – ha detto anche il primo cittadino – ci vorrebbero le telecamere per nostrare quel che sta accadendo”.

Secondo le testimonianze di alcuni soccorritori del barcone naufragato vi sarebbero ancora in acqua un centinaio di migranti. Lo scafo trasportava infatti, secondo quanto ha detto all’agenzia Ansa il commissario straordinario dell’Asp di Palermo, Antonio Candela, che sta coordinando le operazioni di assistenza ai feriti, circa cinquecento persone. Fra loro una trentina di bambini – uno di due mesi – e tre donne incinte. Tra i superstiti ci sarebbe anche uno degli scafisti, individuato e fermato.

Lampedusa, i soccorsi nella notte

 

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Il barcone, tra i dieci e i quindici metri, non è stato intercettato, quindi si è spinto vicino alla costa dove dopo l’incendio si è rovesciato in acqua. I naufraghi sono stati soccorsi dai pescatori, che stanno ancora collaborando con Guardia costiera e Guardia di finanza alle operazioni di salvataggio. Anche fra i soccorritori pianto e scene di disperazione: “Ci sono corpi che galleggiano ovunque”, ha raccontato uno di loro alle agenzie di stampa.

Fino ad ora sono giunti in porto circa 120 naufraghi salvati dalle motovedette e da alcune barche da diporto che stanno partecipando ai soccorsi. L’allarme è stato dato dall’equipaggio di due pescherecci che transitavano nella zona.

“E’ una tragedia immane -è il commento del sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini – Se erano davvero 500 a bordo del barcone andato in fiamme, il dramma è enorme. Hanno spiegato che hanno acceso i fuochi a bordo perchè non avevano campo e i telefonini non prendevano. Sono così tutti finiti in mare e raccontano che alcuni motopesca, due o tre, sono passati e sono andati avanti senza aiutarli. Questo è quello che dicono loro, ma se è vero bisognerà fare luce anche su questo”.

Lampedusa, le prime vittime allineate sulla banchina

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“Dal punto di vista dei numeri delle vittime è una tragedia senza precedenti. In tanti anni di lavoro qui non ho mai visto nulla di simile”. Il medico responsabile del Poliambulatorio di Lampedusa Pietro Bartolo, commenta così il naufragio avvenuto stamani davanti alle coste dell’isola. Sulla banchina del porto dell’isola si trovano numerose ambulanze, medici rianimatori e due sanitari della Guardia Medica, oltre al commissario dell’Asp di Palermo Antonio Candela che sta coordinando le operazioni.

“Purtroppo non ci servono ambulanze – spiega Bartolo – ma carri funebri. Fino ad ora sono stati recuperati 83 cadaveri mentre i superstiti sono oltre 150. Tre di loro, uno dei quali in gravi condizioni, sono stati trasferiti d’urgenza al Pronto Soccorso ma le loro condizioni adesso sono stabilizzate. Ma il bilancio di questa tragedia, purtroppo, è destinato ad aggravarsi”.

Poco prima del naufragio a Lampedusa era approdata un’altra ‘carretta’ con 463 extracomunitari a bordo.  I profughi sono stati trasferiti nel Centro di prima accoglienza che ieri ospitava oltre 700 persone. La tragedia segue di pochi giorni quella di Ragusa, nella quale hanno perso la vita tredici migranti.

La tragedia ha suscitato l’orrore della comunità internazionale, da papa Francesco
alla commissaria europea Malstrom. “Mi viene la parola vergogna: è una vergogna!”,

ha detto Papa Francesco durante l’udienza di questa mattina. “Uniamo i nostri sforzi, perchè non si ripetano simili tragedie: solo una decisa collaborazione di tutti – avverte – può aiutare a prevenirle”. “Sconvolta dalla tragedia di Lampedusa. Sono vicino alle vittime e alle famiglie. Bisogna raddoppiare gli sforzi per combattere i trafficanti che sfruttano la disperazione umana”, scrive su Twitter il commisario Ue Cecilia Malstrom.

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