«Non sappiamo dove mettere i morti»

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Tragedia al largo dell’isola dei Conigli. Oltre 80 morti, 250 dispersi, molti i bambini 
Le vittime sono tutti profughi eritrei e somali. La rabbia del sindaco Giusi Nicolini: 
«Basta, è un orrore continuo. Donne e bambini tra le vittime»
Letta: tragedia immane, subito sopralluogo nell’isola 

Lampedusa, naufraga barcone di migranti

Ottantatré morti. In mare una trentina di bambini
Il sindaco: «Non sappiamo più dove mettere i morti e i vivi»

banner_corseraUn barcone di migranti è naufragato a Lampedusa, a circa mezzo miglio dell’Isola dei Conigli. Centinaia di persone sono in acqua, tra le quali una trentina di bambini e tre donne incinte. La Guardia costiera ha recuperato 83 cadaveri, compreso quello di una donna incinta e di due bambini, un maschio e una femmina. Altri cadaveri sono già stati avvistati in mare. Il barcone, su cui viaggiavano circa 500 migranti soprattutto eritrei e somali, si è rovesciato a poca distanza dalla riva e ha preso fuoco. L’allarme è stato dato dall’equipaggio di due pescherecci che transitavano nella zona.

DALLA BANCHINA ALL’AEROPORTO – Per ora i corpi sono stati condotti sulla banchina del porto, trasformato in una camera mortuaria a cielo aperto. Poi i cadaveri saranno trasferiti nell’hangar dell’aeroporto. La decisione è stata presa perché il numero delle vittime sembra destinato a crescere. «Dal punto di vista dei numeri delle vittime è una tragedia senza precedenti. In tanti anni di lavoro qui non ho mai visto nulla di simile» testimonia il medico responsabile del Poliambulatorio di Lampedusa, Pietro Bartolo.

SOCCORSI- Finora sono stati recuperati 151 naufraghi, tratti in salvo dalle motovedette e da alcune barche di diporto che stanno partecipando ai soccorsi.

«MOTOPESCA INDIFFERENTI» – «Basta! Ma che cosa aspettiamo? Cosa aspettiamo oltre tutto questo? È un orrore continuo» dice il sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini. Che riferisce anche del fermo di un presunto scafista. Dalle parole del sindaco emergono anche dettagli scioccanti sul naufragio. «È una tragedia immane. I superstiti, dice, «hanno spiegato di aver acceso i fuochi a bordo perché non avevano campo e i telefonini non prendevano. Sono così tutti finiti in mare e raccontano che alcuni motopesca, due o tre, sono passati e sono andati avanti senza aiutarli. Questo è quello che dicono loro, ma se è vero bisognerà fare luce anche su questo» il sindaco denuncia aRainews 24.

ALFANO A LAMPEDUSA – «Fatto punto su immane tragedia di Lampedusa con Alfano e vertici ministero che si recheranno subito sul luogo disastro per i primi interventi» scrive il premier Enrico Letta su Twitter. Ad andare sull’isola sarà il vicepremier Angelino Alfano, che ha annullato la conferenza stampa con i ministri del Pdl, convocata all’indomani della fiducia. Interviene anche la presidente della Camera, Laura Boldrini, sottolineando che siamo tutti vittime «consapevoli o no, di quella “globalizzazione dell’indifferenza” che proprio a Lampedusa Papa Francesco ha denunciato in modo sferzante». Lo stesso pontefice interviene con un tweet: «Preghiamo Dio per le vittime del tragico naufragio a largo di Lampedusa», scrive Francesco

L’INCHIESTA – Oltre al fermo del presunto scafista, la Procura della Repubblica di Agrigento ha aperto un’inchiesta sul naufragio. Il fascicolo è stato istruito dal sostituto procuratore Andrea Maggioni. Secondo quanto si è appreso, la procura, oltre al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, ipotizza anche il reato di omicidio plurimo.

EMERGENZA NEL CENTRO DI ACCOGLIENZA -Nella notte era approdata sull’isola un’altra «carretta del mare» con 463 persone a bordo. I profughi sono stati trasferiti nel Centro di prima accoglienza. «Non sappiamo più dove mettere i morti e i vivi» lancia l’allarme il sindaco Nicolini. Al centro di accoglienza si trovano oltre 1350 persone. Ne ospitava 770 fino a mercoledì, si sono aggiunte quelle del primo sbarco d oggi e dovranno essere accolti anche i migranti superstiti del naufragio.

I PRECEDENTI – Quello di giovedì mattina è il secondo sbarco in un meno di una settimana finito in tragedia sulle coste siciliane. Lunedì 30 settembre tredici migranti erano morti annegati a Scicli, nel ragusano, nel tentativo di raggiungere la costa. Altre sei vittime, il 10 agosto scorso, sulla spiaggia del lungomare della Plaia di Catania, nei pressi del «Lido Verde», annegate, anche loro, nel tentativo di raggiungere la riva. Secondo Fortress Europe, dal 1994 nel solo canale di Sicilia sono morti oltre 6.200 migranti.

 

 

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