Confcommercio sull’aumento dell’Iva: “A Cagliari 500 posti di lavoro in fumo”

Schermata 2013-10-05 a 14.55.45Sono circa cinquecento i posti di lavoro che andranno persi nella provincia storica di Cagliari a causa dell’aumento dell’Iva dal 21 al 22% e ogni famiglia subirà un incremento delle spese di circa 135 euro. Così Confcommercio Cagliari.

banner-unioneIl report del Centro Studi dell’Associazione accende un faro sugli effetti del provvedimento reso operativo dal Governo il primo ottobre scorso e che prevede pesanti effetti recessivi con un impatto negativo su consumi, prezzi, redditi, produzione e occupazione.

“L’aumento dell’Iva è operativo da pochi giorni ma stiamo già registrando le grida di dolore di commercianti e consumatori – commenta Giuseppe Scura, direttore di Confcommercio Cagliari – infatti questa ennesima stangata si aggiunge a una lunga crisi che ha già stremato famiglie e imprese della Sardegna e il risultato sarà che purtroppo l’economia del nostro territorio subirà ulteriori effetti depressivi”.

L’indagine di Confcommercio Cagliari rileva che la riduzione occupazionale avverrà quando l’incremento dell’aliquota entrerà a regime. Infatti i primi aumenti dell’Iva saranno in massima parte assorbiti dai commercianti che, in generale, non aumenteranno i prezzi finali. Ma bisogna considerare che tutti i costi aziendali subiranno una serie di rincari che difficilmente potranno essere assorbiti a lungo dall’esercente. Secondo l’analisi, ciò significherà un taglio dei costi e l’occupazione non sarà esente da possibili riduzioni di orario o, peggio, di unità lavorative.

GLI AUMENTI. Il nuovo regime fiscale riguarda il 70% dei prodotti e, secondo una stima su base nazionale, costa 207 euro annui a famiglia. Sono consistenti i rincari attesi nel settore dell’abbigliamento (+81 euro), nell’acquisto di scarpe (+25 euro) e bevande alcoliche, vino compreso, e gassate (+12 euro).

IMPATTO SUI CONSUMI. L’incremento dell’Iva amplificherà la già drammatica situazione dei consumi che, dopo aver chiuso il 2012 a -4,3%, ripeterà la performance negativa anche quest’anno segnando -2,4%. L’aumento dal 21 al 22% dell’imposta (che si tradurrà in una riduzione dei consumi dello 0,1%) a parità di altre condizioni, andrà a incidere negativamente sulle spese di dicembre e quindi delle festività, momento nel quale potrebbero finalmente concretizzarsi gli auspicati segnali di ripresa.

IMPATTO SUI PREZZI. In una situazione in cui l’inflazione è sostanzialmente sotto controllo, si avrà un incremento dei prezzi tra ottobre e novembre di circa lo 0,4%: il cosiddetto “effetto scalino”, con inevitabili effetti di trascinamento anche nel 2014. Nel dibattito attuale – sottolinea l’indagine di Confcommercio Cagliari – si dimentica quanto accaduto nel 2012: se, in termini di caduta dei consumi, è stato l’anno peggiore della storia repubblicana, ciò è dovuto anche all’incremento dell’Iva avvenuto a metà settembre 2011.

IMPATTO SUL GETTITO. Come già accaduto con l’aumento dell’aliquota dal 20 al 21%, la contrazione della domanda porterebbe con sé anche una riduzione del gettito Iva atteso.

IMPATTO SULLE IMPRESE. In una situazione già di estrema difficoltà per le imprese del commercio gravate da una pressione fiscale da record mondiale e dal mancato pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione, un’ulteriore contrazione della domanda interna porterà alla chiusura di molte attività.

IMPATTO SUI REDDITO. Risulteranno maggiormente penalizzate le famiglie a basso reddito in quanto la pressione Iva (rapporto tra Iva pagata e reddito) per il 20% di famiglie più povere arriverebbe al 10,5%, mentre per il 20% di famiglie più ricche – conclude l’indagine del Centro Studi di Confcommercio Cagliari – sarebbe del 7,5%, circa il 30% in meno.

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