Costa Smeralda, la Finanza in casa degli emiri
Verifiche sui passaggi di quote Barrack-Qatar

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La vendita della Costa Smeralda finisce sotto la lente di ingrandimento della Guardia di Finanza. In particolare sono stati acquisiti i documenti relativi ai passaggi di quote dal finanziere americano Tom Barrack al fondo sovrano del Qatar.

banner-unioneIl nucleo di polizia tributaria delle Fiamme Gialle di Sassari sta acquisendo documentazione e verificando i libri contabili della Smeralda Holding e della Sardegna resorts, le due società a cui fa capo l’impero del lusso in Costa Smeralda. Le divise grigie hanno puntato gli occhi sui passaggi di quote tra il finanziere americano Tom Barrack e il fondo sovrano del Qatar che per l’acquisto dei gioielli a cinque stelle e dei 2500 ettari di terreni inedificabili ha costituto una nuova società a Milano, ma controllata direttamente dal fondo sovrano. L’operazione di vendita, tutto estero su estero, è preceduta da una serie di passaggi tra società dello stesso gruppo Colony con sede legale nel granducato di Lussemburgo. Il prezzo finale di vendita agli arabi è di 354 milioni di euro, ma la stima fatta nel passaggio di quote tra spa risalenti al finanziere Barrack è di 360,4 milioni di euro. Insomma i conti già non tornano. Ma non è finita. Perché alla finanza interessano molto anche le parcelle, le consulenze e tutti gli altri costi direttamente legati al passaggio di quote. Una verifica, sia chiaro, quanto basta per capire meglio il ruolo di alcuni studi di consulenza che si sono trovati, spesso, nell’insolito ruolo di controllori (vedi revisore dei conti) e controllati, leggasi amministratori di società satellite.

 

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