Marijuana di Stato e nozze gay la rivoluzione di “Pepe” Mujica

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Costerà un dollaro al grammo: il presidente della Repubblica vuole combattere così i narcos. Andando controcorrente, come il suo modo di essere capo di stato: l’ex tupamaro (è stato 15 anni in carcere) vive con la moglie in una casa modesta in periferia di Montevideo con 1000 euro al mese (il resto del suo stipendio lo dà associazioni di promozione sociale) e coltiva la terra

C’E’ UN MODO per fermare i narcos? L’Uruguay ci prova: grazie ad una legge già approvata dalla Camera e in discussione al Senato (approvazione prevista entro novembre) lo Stato produrrà e venderà direttamente marijuana diventando il primo paese al mondo ad autorizzare e applicare regole per la produzione, la distribuzione e la vendita di droghe leggere.  Una rivoluzione che – ha detto il presidente José Mujica parlando all’Onu – “vuole provare a strappare il mercato ai trafficanti” rendendo legale l’acquisto di modiche quantità e regolando la produzione che sarà affidata sia allo Stato che a singole persone o a cooperative di consumatori. Ieri il governo ha stabilito il prezzo di questa “Cannabis di Stato” che oscillerà intorno ad un dollaro al grammo. In Uruguay si calcola che su un totale di 3 milioni e mezzo di abitanti circa 120 mila cittadini consumino marijuana almeno una o due volte all’anno. La marijuana legale dovrebbe diventare disponibile entro la seconda metà dell’anno prossimo ed avrà l’obiettivo di combattere il traffico illegale che proviene dal vicino Paraguay. Il Paraguay infatti è oggi il maggior produttore di cannabis in America Latina ed esporta grandi quantità di marijuana essiccata che costituisce la base del rifornimento illegale.

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