Giovannelli: “Dimettermi? E’ un colpo di sole di Nizzi”

sardinia postNell’occhio del ciclone, nel vero senso della parola. Dopo due settimane dall’alluvione che ha strappato sei vite alla città e tredici alla  Gallura, il giorno che nessuno dimenticherà mai, quello che ha cambiato per sempre la vita di Olbia, parla il sindaco, Gianni Giovannelli.

Settimo Nizzi chiede le sue dimissioni. Sostiene che un sindaco che definisce l’allerta meteo arrivata domenica 17 novembre “un messaggino come ne arrivano tanti”, dovrebbe dimettersi immediatamente. Lei invece perché ha deciso di restare al suo posto?

“Evidentemente il consigliere Nizzi che si trovava in Thailandia in vacanza deve aver preso un colpo di calore, perché io non ho mai sottovalutato l’importanza di un sms, mai detto che un sms di criticità elevata equivale a un sms di criticità ordinaria o moderata. Il Comune di Olbia, io come sindaco, abbiamo compiuto gli atti che dovevamo compiere sulla base delle informazioni che io avevo ricevuto. Basta tener conto della rassegna stampa della stessa mattinata di lunedì e dell’ordinanza che ho fatto nel primissimo pomeriggio del lunedì stesso ed è assolutamente dimostrato che non ho sottovalutato la situazione che si stava vivendo. Non potevo avere informazioni tali da prevedere che dalle 17,30 alle 19 sopra Olbia si sarebbe scatenato un inferno d’acqua”.

alluvioneL’allerta di criticità elevata prevede, però, una informazione verso i cittadini più capillare, anche attraverso avvisi porta a porta o con i megafoni. Perché non sono stati messi in atto?

“Abbiamo fatto l’informazione che ci è stata consentita dai mezzi che avevamo in campo e dall’ iniziativa che è stata assunta da chi, come la Protezione civile, è stato allertato ed era in campo. Pensare ad andare in giro con i megafoni per fare cosa? Spostare le persone verso centri di assembramento di persone che sono finiti sotto un metro e mezzo d’acqua? Questo avrebbe poi significato creare il panico, intasamenti… Tenete conto che l’avviso di allerta riguardava la Gallura e altre zone geografiche. La Gallura è composta da 26 Comuni e peraltro non è previsto da nessuna parte il fatto di evacuare scuole o altri centri sensibili.

 L’allerta meteo però era arrivata domenica, il giorno prima. Francamente, non si poteva proprio fare di più sul fronte dell’emergenza?

 ”Il momento dell’avviso dell’allerta meteo è quello dal quale devono partite tutta una serie di valutazioni fatte sul territorio, e cioè pericolo di smottamento, frane, innalzamento livelli di fiumi, informazioni che devono arrivare al sindaco e alle figure tecniche che devono poter valutare i provvedimenti da assumere. Il comandante provinciale dei Vigili del fuoco mi ha riferito che poco prima delle 17 era stato mandato un rinforzo a Galtellì e non a Olbia. Questo a significare che, evidentemente, questa massa d’acqua non era prevedibile, solo dopo la catastrofe sono arrivati i rinforzi. L’allerta è un momento iniziale stante il sistema che la Regione sarda utilizza. Altre regioni hanno sistemi più puntuali dove vengono indicate le città, anche i paesi di 200 abitanti che rischiano di essere colpiti. L’informazione serve poi per attuare gli interventi specifici. Non si può pensare quando arriva un avviso di criticità elevata a sgomberare e ammassare, puoi indicare di andare ai piani superiori, ma una città di 60 mila residenti e 80 mila domiciliati, che parte da Murta Maria e che arriva a San Pantaleo non si può muovere con una bacchetta magica. Pittulongu due giorni prima era sott’acqua, il giorno dell’alluvione non ha avuto gli stessi problemi.

 Però pioveva già da due giorni. Avete fatto qualcosa?

“Noi avevamo già da due giorni il Comando della polizia municipale e gli equipaggi della Protezione civile comunale allertati ed in giro per la città”.

 Olbia ha un Piano di protezione civile che prevede stringenti prescrizioni per la gestione dell’emergenza. Ma è stato applicato?

 ”Olbia ha un Piano di emergenza che è stato applicato nelle parti per cui erano stati previsti gli strumenti. Abbiamo la Centrale operativa, i telefoni di emergenza, le squadre in giro. Se mi si chiede delle sirene, noi non le abbiamo. Abbiamo sistemi di avvisatore acustico su alcune auto della Protezione civile. Io l’ordinanza l’ho fatta alle 14, attivando uffici tecnici, Protezione civile, la Polizia municipale, tutti i servizi interessati per affrontare una situazione di emergenza. Il comunicato dell’allerta meteo è stato inviato dalla Municipale agli organi di informazione. La mattina i giornali e i blog riportavano la notizia dell’allerta meteo. Il Piano di Protezione civile è stato approvato a dicembre dell’anno scorso, poi gli uffici tecnici hanno avuto interlocuzioni con la Regione per alcuni problemi sul piano locale, correzioni da fare sulla catena di comando e l’organizzazione dei servizi, ma nell’allerta esistono i compiti di chi deve monitorare l’evoluzione dell’allerta ed è chiarito chi deve fare cosa.

L’opposizione la attacca anche sulla decisione di spostare il Consiglio comunale, che definisce una scelta sbagliata perché in questo momento la città ha bisogno di avere risposte dalle istituzioni.

“Le risposte le stiamo già dando. La città deve saper rialzare la testa, cosa che ha fatto con l’aiuto di tanti volontari. L’amministrazione ha attivato i servizi di intervento e nella sala dove io vivo dal primo momento della catastrofe tutti i giorni, sabato e domenica compresi, si coordinano centinaia di interventi. Circa 300 persone sono state ospitate negli alberghi cittadini, nessuno è rimasto senza sostegno, c’è stata la distribuzione di pasti caldi e sono stati ristorati i cittadini anche nell’abbigliamento”.

L’opposizione parla di un milione di euro nelle casse del Comune da poter spendere subito per risolvere i problemi della gente.

 ”Con un milione di euro non facciamo assolutamente nulla, qui si parla di migliaia di persone che hanno subito danni e quella cifra è una sciocchezza. Deve mettersi in moto una macchina dei rimborsi molto superiore. Ho incontrato l’Aci per chi ha necessità di acquistare un’auto nuova, come giunta comunale abbiamo un capitolo dedicato dove possono confluire soldi di avanzo di amministrazione e altre iniziative di bilancio. Fino a quindici giorni fa qui c’era l’inferno, stiamo provvedendo a rendere abitabili le case, l’acqua è potabile, le strade percorribili, le migliaia di rifiuti sono state portate in discarica, c’è stata una macchina poderosa che ha funzionata e ora si passa alla parte più delicata dell’assistenza alle persone. L’amministrazione comunale ha fatto la sua parte e continuerà a farla nella massima trasparenza”.

Giandomenico Mele

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