Prove tecniche di denigrazione

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Non è la prima volta che Roberto Ferinaio tenta di condurmi in una vicenda, quella delle diatribe interne a gruppi di opinione e di procedure di M5S della Sardegna che, gli piaccia o no, non mi appartengono, né mi apparterranno mai. Già in una corrispondenza privata ho cercato di spiegargli che questo tipo di impostazione, diciamo politica, non mi interessa né mi appassiona in alcun modo. Detto che se la mia persona non fosse gradita dentro un movimento al quale, nel mio piccolo, appartengo e non da ora, con prese di posizione, argomentazioni e contenuti che, anche attraverso un blog piuttosto conosciuto e seguito e che, ormai da alcuni anni, certifica e rappresenta la mia costante

presenza sui  contenuti e la stessa vita della galassia cinque stelle: non ne farei un dramma. Non è colpa mia se quando mi vedono alle riunioni di cinque stelle, i colleghi Giornalisti mi interpellano e, in qualche modo, magari forzano anche le mie semplici battute a loro insistenti domande.

Ognuno ha diritto di pensarla come crede. Io, in cinque stelle, mi sento a casa mia e con non pochi militanti del movimento opero e non da ora, nel confronto e nella crescita di un movimento che di tutto ha bisogno meno che di  polemiche sterili come queste. Ciò che comunque non è consentito né a Roberto né a chiunque è di offendere la dignità e la professionalità di chi, per ogni attività ed ogni operato, ha sempre messo la faccia e la sua personale dignità. Vivaddio la mia vita professionale di fotografo-giornalista lo testimonia, ben al di là della neppure troppo malcelata acredine che, da sempre, soprattutto i berluscones mi vomitano addosso senza ritegno. Ci manca solo che Ferinaio adotti quello stile e quelle stronzate per provare ad offendermi e sminuire ciò che, ripeto sempre e non solo in occasione delle foto-documento sullo stile di vita del nostro ex premier ed i suoi amici, sono stato in grado di documentare e divulgare. Se non gli è proprio di fastidio vorrei ricordagli, a solo titolo di esempio, quel che scrisse José Saramago premio nobel 1998 che in un editoriale de El Pais di Madrid  espresse testualmente i suoi complimenti al fotogiornalista che ha messo in piazza i vizi del Premier Berlusconi. La stessa cosa farà qualche anno dopo anche Mario Vargas Llosa, premio nobel 2010 – in un editoriale sul “Diario de Guatemala” quando scrive: “Antonello Zappadu il coraggioso giornalista che ha messo a nudo il Re.

C’è chi, per esempiov radio Giz in Israele mi elesse personaggio dell’anno per il 2009, o chi attraverso giornali di prestigio come La Repubblica mi giudicò meritevole di “premio pulitizer”. Posso garantire a Roberto ed agli amici del meetup che, queste ed altre non poche né piccole soddisfazioni per il mio lavoro e solo per il mio lavoro, mi ripagano abbondantemente del chiacchiericcio da bar e piuttosto provincialotto a cui, evidentemente, anche persone intelligenti come voi sembra non riescano a sottrarsi.

Antonello Zappadu

 

 

 

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