Usciamo dall’Europa non andando a votare

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SIAMO LA MODERNA POMPEI DELL’EUROPA, DA SEMPRE ESCLUSI E DEFUNTI… E NON PER COLPA DEL VESUVIO.
La farsa delle ultime consultazioni regionali ha mostrato in tutta la sua evidenza il deficit di democrazia che ammorba la quotidianità del popolo sardo. Con una legge elettorale scandalosamente truffaldina, voluta dai poteri forti ed unici, dei poli di centrodestra e centrosinistra, che da sempre opprimono i sardi e le loro aspirazioni, si è fatto si che, in un finto e stradimezzato suffragio, sempre e solo loro due (con il voto a loro “favore” di appena il 40% dei sardi) si accaparrassero l’intero consiglio regionale, garantendosi indisturbati il dominio e la prevaricazione sui sardi per altri 5 anni di lutti e catastrofi. Per giunta con il corollario di frodare anche i consiglieri territoriali (per esempio 2 soli galluresi eletti sui 5 di diritto). Uno scandalo dietro l’altro.
Noi sardi, nonché militanti del movimento non siamo stati né convinti né persuasi che la nostra impossibilità di presentarci ai sardi per consentire una qualche uscita dalle sabbie mobili della partitocrazia di regime, sia stata una decisione giusta e, soprattutto, compresa dalla nostra gente. La questione non è solo di opportunità politica o della nostra incapacità di arrivare ad una sintesi tra le diverse anime del movimento. Il vero disastro è l’avere impedito ai sardi una seria e concreta libertà di scelta, una più che sicura vittoria per mandare a casa questa orripilante e corrotta classe dirigente. Lo spettacolo messo in piedi sul proscenio delle ultime elezioni condotte, per l’ennesima volta, sulla pelle della gente sarda, non ci esime comunque dall’analizzare anche la nostra diretta responsabilità nell’esserci chiamati fuori dalla battaglia di affrancamento e liberazione dalla quale però non possiamo più transigere. Siamo tutti vittime e nel contempo carnefici di questa moderna Pompei distrutta e dimenticata da tutti che porta il nome di Sardegna. È nostra ferma volontà riprendere in filo della proposta e del progetto politico con i sardi, ripartendo da dove ci siamo fermati. Per far questo non possiamo prenderci in giro, tantomeno prendere in giro i sardi.
E per cominciare, occorre da subito dire con chiarezza che le prossime Elezioni Europee sono il primo banco di prova del nostro richiamo alla responsabilità rivoluzionaria di chi si propone di mandare a casa tutte le ipocrisie e tutti gli ipocriti di questo quadro politico marcio e senza pudore.
E la nostra proposta, in linea con la più alta, vera ed indiscutibile idealità solidale ed europeista, non potrà che essere quella di NON PARTECIPARE alla ennesima Farsa delle elezioni europee.
Le motivazioni sono ben più consistenti e condivisibili di quelle che, davvero speciose, ci hanno portato all’assenza dalle regionali.
Basti semplicemente ricordare che per la undicesima volta ci viene chiesto di votare per un parlamento che non prevede la rappresentanza sarda al suo interno. Perché l’Europa che punta all’abbattimento dei confini e delle sovranità nazionali, ha eretto da 35 anni un muro invalicabile per il nostro diritto ad esserci, per impedirci di esistere politicamente.
Con l’Europa, noi sardi abbiamo sperimentato la prima colonizzazione senza rappresentanza. Fenici, cartaginesi, romani, aragonesi, pisani, sabaudi, italiani, gli stessi saraceni, nessuno di loro si è comportato in maniera così tirannica e dispotica come la cosiddetta democratica Unione Europea. Nel bene o nel male, con tutti i dominatori, avevamo una qualche voce in capitolo, una qualche rappresentanza burocratica o di titolo. Con l’Europa siamo semplicemente l’estrema periferia dell’Impero. Nessuno finora, e sottolineiamo nessuno ha mai avuto il coraggio di dire Basta. Tocca a noi, spiegare una volta per tutte che questa parvenza di consultazione democratica è una offesa alla nostra dignità ed alla nostra intelligenza.
Anche tra i nostri militanti, dentro e fuori la Sardegna, abbiamo spesso discusso quali e quanti prezzi ci stia facendo pagare questa cariatide idolatrata della cosiddetta Unione Europea. In Italia, finalmente, si discute se e come uscire dall’Euro e dall’Europa. Per noi è più semplice: NOI Non siamo mai entrati e quindi non ci vogliamo più far prendere per i fondelli e diciamo NO alla Farsa di elezioni INUTILI. A Malta, a Cipro, in Lussemburgo vanno ad eleggere 18 parlamentari (6 a testa) e tutte insieme queste regioni hanno appena qualche migliaio di abitanti in più e, sempre tutti e tre assieme, la metà del nostro territorio. È vero loro sono nazioni e noi siamo soltanto una ultraperiferica protuberanza italiana, mal sopportata e colonizzata. Ed allora se così è, sarebbe giusto che anche NOI diventassimo indipendenti e nazione, per avere come tutti il diritto di decidere se stare o no dentro la Europa Unita Unirci.
Insomma abbiano una grande occasione per far passare una Proposta credibile ad una protesta necessaria rivendicando il nostro modo più eclatante di ESISTERE dentro un’Europa che NON ci riconosce e non ci ha mai consentito di essere rappresentati.
La nostra unica possibilità di venir considerati Uguali agli altri Europei è quella di BOICOTTARE LE PROSSIME ELEZIONI EUROPEE.
Se le facciano senza di Noi così almeno, anche a Bruxelles sapranno che ESISTIAMO.

Antonello Zappadu

deandre